mar 23

557° Genetliaco vespucciano

Il giorno 09 marzo 2011 si è festeggiato l’anniversario della nascita di Amerigo Vespucci, grande navigatore fiorentino a cui si deve il nome America, ovvero il continente da lui scoperto. Questo suo grande merito non ricade tuttavia solo sulla sua famiglia, ma è motivo di orgoglio per la Toscana intera  che ha sempre goduto della fama di patria di navigatori ed  esploratori (ne è una prova la sala  del mappamondo a Palazzo Vecchio dove sono custodite cartine e mappe dei secoli più ricchi di scoperte e viaggi: il ‘400 e il ‘500), nonché di teorici della navigazione e autori di invenzioni anche in tale ambito.

Così, proprio allo scopo di rendere onore ad una fondamentale personalità del tempo quale Vespucci, le celebrazioni sono iniziate alle ore 9:30 con la S. Messa, allietata dalla presenza delle chiarine e del gonfalone fiorentino nella chiesa di  Borgo Ognissanti. Tale chiesa è anch’essa una testimonianza della gloria di Vespucci che è raffigurato insieme ai Santi e alla Vergine in un affresco del Ghirlandaio e vi è sepolto con la sua famiglia.

 Durante il corso della mattinata le celebrazioni hanno avuto il loro centro nei vicini luoghi vespucciani, nonché nell’atrio dell’antico Spedale San Giovanni di Dio fondato nel 1382 da Simone Vespucci, altro illustre esponente del casato. L’atrio, che come tutto il complesso dopo alcune modifiche ed ampliamenti fu terminato solo nel 1735,  è occupato principalmente dallo svolgimento curvilineo delle due rampe di scale fra le quali si trova il portone di accesso al convento. È proprio in questo luogo dall’imponente stile barocco estraneo alla tipologia locale ed arricchito poi da alcune statue come la “Fede” e la “Speranza” di Tacciati, che si è avuto il momento culmine delle celebrazioni. Erano infatti presenti il console degli Stati Uniti Mary Elle Countryman, con i cadetti della US Coast Guard, il presidente dell’ordine ospedaliero San Giovanni di Dio Massimo Ruffilli e il presidente del consiglio comunale di Firenze Eugenio Giani che ha ricordato i momenti  più importanti della vita del navigatore.

La parola è poi passata al Console degli Stati Uniti Mary Ellen Countryman che ha ricevuto un dono significativo dalle mani da Eugenio Giani  e poco dopo c’è stato un momento molto particolare: sono infatti intervenute le due ultime discendenti della famiglia Vespucci, alle quali è stata dedicata l’esibizione delle chiarine.

  Fuori dall’ antico spedale è stata infine appesa una ghirlanda accanto al portone e si è poi tenuta un’ulteriore esibizione delle chiarine con  il saluto del console e dei cadetti.

Ma di fronte a questi gesti è bello chiedersi che cosa abbia veramente importanza e ci spinge a celebrare un genetliaco di questo genere: penso che sia in primis vi sia il profondo interesse per i luoghi di Firenze, gli stessi in cui si trovavano quasi ogni giorno i nostri avi, compresi in questo caso tutti i più importanti navigatori; inoltre viene da chiedersi  che cosa essi potessero pensare del proprio impegno nella scoperta di nuovi mondi, dei propri studi e della propria vita in generale.

In una città come Firenze, è facile immaginare che dove camminiamo tutti i giorni qualche secolo fa passeggiavano le personalità che hanno cambiato la storia e che forse, come noi, si chiedevano quale fosse il loro destino.

 La commemorazione si è protratta fino al tardo pomeriggio quando a partire dalle 15:30 si è tenuto un convegno nel salone dei Duecento in Palazzo Vecchio a cura del comitato “Amerigo Vespucci a casa sua” . Inizialmente sono stati presentati dal segretario del comitato e dal presidente gli scopi di tale comitato che sostiene sia l’attività editoriale, sorta un anno fa con l’anniversario del testamento di Vespucci e con la quale viene pubblicata semestralmente una collana intitolata “Navigatori toscani”, sia  l’attività intellettuale che consiste in convegni ed attività di supporto agli enti pubblici.  Inoltre, lo scopo principe del comitato è quello di fondare in borgo Ognissanti il museo dei navigatori toscani: un ultimo impegno  del comitato è quello di valutare e dare importanza ai monumenti che furono dedicati ad Amerigo dal ‘500 ad oggi.

 

INTERVENTO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE EUGENIO GIANI

Giani ha ribadito come sia stato accolto dall’Amministrazione comunale il tema dei navigatori Toscani e del loro rapporto con la città di Firenze. Precedentemente si era già costituito un comitato di persone che si occupavano di riportare alla luce e analizzare i viaggi di Vespucci, ma aveva assunto poca importanza e così  è poi sorto l’attuale comitato il cui compito è inoltre quello di porre in evidenza non solo le imprese di Vespucci, che in ogni caso permangono come primo obiettivo, ma anche quelle di altri navigatori al servizio dei Medici.

Giani ha inoltre ricordato che nonostante vi fossero alcune ostilità della  famiglia Medici nei confronti dei Vespucci, Amerigo fu un alto funzionario del banco di Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, presso la filiale di Siviglia.

 

INTERVENTO DI MAGGINI SULLE IMPRESE DI GIOVANNI DA VERRAZZANO

Maurizio Maggini inoltre, ha parlato di Giovanni da Verrazzano che compie il suo primo e principale viaggio in un contesto in cui Firenze è ormai divenuta patria dei navigatori e inventori (nel 1524 circa) ed è già presente la celebre cartina di Waldseemuller, suddiviso in 12 parti e in cui per la prima volta il nuovo continente viene chiamato America.

Nella cartina il nuovo mondo è però rappresentato alquanto distante dagli altri continenti e le uniche regioni che si riconoscono  chiaramente sono le isole dell’Atlantico e l’America del Sud, mentre la restante parte settentrionale è rappresentata in modo parziale. Nella cartina in alto compare un ritratto di Vespucci, il quale all’epoca è ormai ben noto, insieme a quello di un altro navigatore di epoca ancora precedente, che è Tolomeo. Molto ricorrenti sono infine i  toponimi lasciati da Vespucci.

 Il primo viaggio di da Verrazzano fu finanziato dai mercanti interessati a scoprire l’estremità dell’Asia per conquistare il territorio e ricavarne le ricchezze. Partì da Madera, insieme al fratello che lo assistette redigendo poi una mappa ed un resoconto delle scoperte. Come precedentemente era avvenuto per Colombo il viaggio fu favorito dai venti elisei e Da Verrazzano riuscì a raggiungere capo Fear nonché  a risalire poi costeggiando il litorale orientale americano. Una parte delle coste fu chiamata Annuntiatam, in quanto scoperta il 25 Marzo giorno dell’Annunciazione,  nonché antico capodanno fiorentino. L’esplorazione di Verrazzano continuò lungo le coste del Canada che vennero denominate Arcadia. Nel giorno di Pasqua la sua nave entrò in quella che oggi è la baia di New York, partì per il viaggio di ritorno solo allorché fu giunto nell’attuale Nuova Scozia. Il suo secondo viaggio (1528) lo portò alla morte quando, volendosi spingere oltre lo stretto di Magellano, si addentrò in una zona inesplorata e là fu soggetto a cannibalismo da parte di indigeni.

In una cartina del 1527 risulta evidente quanto fossero frequenti i toponimi toscani assegnati a località scoperte da Verrazzano: molti nomi infatti sono ispirati a località o personaggi toscani o francesi, ad esempio, San Miniato, San Gallo, Careggi… è presente anche il nome di un mare, il mare da Verrazzano che in realtà è sorto da un errore, poiché tale distesa d’acqua, scambiata per un mare, era invece una laguna.

 

INTERVENTO DI DEL MEGLIO SULLE OSSERVAZIONI E LE  TECNICHE DI NAVIGAZIONE DI VESPUCCI

Per quanto riguarda invece Vespucci, Alessandro Del Meglio ha tenuto un approfondimento sul suo sistema di calcolo delle distanze fra i continenti e su alcune sue intuizioni inerenti la navigazione. Del resto, come spesso accade ai grandi scopritori, inizialmente il suo metodo non fu preso in considerazione e ci è pervenuto tramite una lettera che Vespucci scrive a Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici. In questa è illustrato il metodo di distanza lunare per calcolare la longitudine che si basa sulla distanza fra Marte e la Luna. Vespucci notò che durante un giorno dell’anno i due corpi celesti visti da Ferrara erano in congiunzione e stimò, servendosi di proporzioni matematiche,  che fra le località da lui prese in esame vi fossero circa 82° di longitudine. I cuoi calcoli furono esatti.

 

INTERVENTO DEL SEGRETARIO DEL COMITATO MAURO MARRANI

Il convegno si è avviato alla conclusione con la presentazione di alcune stampe antiche impresse dal cartografo Giovanni Stradano e  raffiguranti il globo semicoperto da un telo ai cui lati troviamo Flora, che rappresenta Firenze e Giano Bifronte, che rappresenta Genova. Il segretario ha spiegato che è importante  notare il confronto fra i due navigatori Vespucci e Colombo: il primo (sotto le spoglie di Flora) riesce a sorreggere bene il telo che copre il mondo, l’altro invece scosta il telo goffamente, quasi a ricordare la modernità e il fiorire di Firenze in rapporto a Genova e  quindi a Colombo che è considerato l’ultimo uomo del medioevo.  

 

INTERVENTO DI OTTAVIANO DE’ MEDICI DI TOSCANA

Il Principe Ottaviano de’ Medici di Toscana di Ottajano  ha infine asserito che proprio in un momento  di massimo  splendore per  Firenze, ovvero nel decennio in cui il duca Cosimo I fondava il granducato, egli commise però un grave errore strategico  che  minava le basi del granducato  e che presto  avrebbe  provocato una grave crisi economica per la Toscana, crisi che in cento anni  la portò a non essere più centro dell’economia e dei commerci di allora ed a dover lasciare il posto ad Anversa e ad altre capitali europee.

Nel 1562 infatti il granduca, anziché fondare un flotta commerciale di galeoni che lo avrebbe portato a commerciare con il nuovo mondo,  fondò invece una vera e propria marina da guerra ispirata sia all’ordine dei Cavalieri di Malta, sia a quello dei Cavalieri di Rodi prese poi il nome di Sacro Militare Ordine di Santo Stefano, con sede a Pisa. Il suo compito era appunto quello di vincere per mare i turchi che stavano attaccando le coste occidentali europee (come ricordiamo dalla gloriosa battaglia di Lepanto in cui combatterono appunto anche le dodici galere che componevano la flotta  dell’ordine) e conquistare territori sempre all’interno del bacino del Mediterraneo. Del resto, quasi tutti gli altri Paesi europei si stavano armando per questi scopi e anche la Toscana fu più interessata a difendere le antiche rotte Mediterranee che non ad optare per quelle verso il nuovo mondo.

 I vantaggi che derivavano comunque a Cosimo dall’ istituzione dell’ordine furono che innanzitutto non vi erano iscritte solo famiglie nobili che il granduca pensò di legare così sempre di più alla famiglia dei Medici, ma vi si potevano iscrivere anche persone di ceto inferiore a patto che potessero avvalersi dei propri mezzi finanziari e pagare una ingente somma per ottenere il titolo nobiliare normalmente conferito con l’ investitura. In questo modo Cosimo legava a sé la classe dirigente toscana e l’antica aristocrazia.  Inoltre l’ordine sarebbe stato destinato a divenire un supporto per la flotta spagnola rafforzando così l’alleanza fra i due Stati. Ma, come il Principe ha ricordato, la classe dirigente toscana non era molto esperta in navigazione e l’arruolamento comportò notevoli difficoltà. La Toscana,  priva di una flotta commerciale, non ottenne quelle risorse economiche che sarebbero giunte dai commerci oltreoceano  e dovette  conseguentemente  affrontare una grave crisi secolare che  la  portò ad essere sopraffatta da altri Stati divenuti più potenti fra i quali spiccava l’ impero asburgico. Questo come poi avvenne, non esitò a minacciare il popolo toscano con la discesa delle truppe imperiali.

Francesca Luchini

 

Posted by Ottaviano. Filed under Cerimonie.

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