Albo d’Oro Mediceo

MEMBRI DELLA NOBILTA’

E CITTADINANZA GENEROSA MEDICEA

(Elenco storico)

A, B , C , D, E, F, G, H, I, J, K, L, M, N, O, P, Q, R, S, T, U, V, W, X, Y, Z

CONTENUTI

Dopo attenta verifica effettuata da parte dalla Deputazione Medicea sopra la Nobiltà, sita a Firenze in via dei Setti Santi 13 ( c/o Studio Fregoso),  verranno riportati nel Libro d’Oro della Nobiltà e Cittadinanza Generosa Medicea nominativi, biografia personale, genealogia, titoli, stemmi e cenno storico familiare di:

  1. Cavalieri che divennero membri dell’Ordine di S.Stefano fra il 1561 ed il luglio 1737* ( data del passaggio dell’Ordine alla Casa di Asburgo Lorena*)
  2. Gonfalonieri Generosi e Dame membri dell’Ordine Civico Mediceo
  3. Senatori membri del Senato dei 48 della Città di Firenze fra il 1532 ed il luglio 1737*
  4. Membri del Consiglio dei 200 della Città di Firenze fra il 1532 ed il luglio 1737*
  5. Membri della Cittadinanza generosa, della Nobiltà o del Patriziato i quali, pur non facendo parte di alcuna delle precedenti categorie, in ogni tempo sono stati insigniti di un titolo nobiliare feudale oppure di Cittadinanza Generosa conferito, confermato, rinnovato o amplificato da un Granduca della Casa Granducale Medicea di Toscana regnante oppure non regnante.

CANDIDATURA UNESCO

L’Ordine Civico Mediceo sta svolgendo le pratiche presso il Ministero dei Beni Culturali e presso la commissione Italiana per l’UNESCO, affinchè  la voce “Albo d’Oro della Nobiltà e Cittadinanza generosa Medicea” venga inserita dapprima nell’inventario Ministeriale Italiano dei beni culturali immateriali e poi anche nella Lista rappresentativa UNESCO del patrimonio culturale immateriale prevista dalla convenzione UNESCO 2003 per la protezione del patrimonio culturale immateriale.

Le attività di studio, ricerca e redazione dell’Albo d’Oro della Nobiltà Medicea,  fa parte infatti delle “attività culturali e sociali per la tutela e la valorizzazione della storia autentica della Dinastia Medicea di Toscana, nonché delle tradizioni culturali, sociali e politiche ad essa correlate”, per le quali il Consiglio Regionale della Toscana si è impegnato, con apposita mozione, a sostenerne  la richiesta di candidatura presso la lista rappresentativa UNESCO 2003 presentata da sua Altezza Serenissima il Principe Ottaviano de’Medici di Toscana.

TRADIZIONI CULTURALI E VIRTU’ CAVALLERESCHE DELLA NOBILTA’ E CITTADINANZA GENEROSA MEDICEA

CENNO STORICO SULLA ATTUALE CASA GRANDUCALE DI TOSCANA

Dopo la morte del Granduca Giangastone de’Medici avvenuta senza eredi maschi diretti il 9 Luglio 1737, il Trono di Toscana fu sottratto alla Casa Granducale Medicea  ed assegnato a quella degli Asburgo Lorena a seguito di accordi internazionali fra alcuni stati europei coalizzati che volevano impadronirsi della Toscana approffittando della grande disparità di forze belliche fra loro e la Toscana; questi Stati Europei tolsero quindi il trono Granducale ai Medici nonostante che il titolo Granducale concesso a Cosimo I° de’Medici dal Papa Pio V, per esplicita designazione pontificia stabilita nell’atto di concessione originale del titolo Granducale, fosse passato per successione legittima a S.A il Principe Giuseppe de’Medici di Toscana di Ottajano, il quale apparteneva alla linea agnata collaterale Medicea dei Principi di Ottajano.

Questo ramo Mediceo era allora ed è ancora oggi il più prossimo agnato a quello estinto dei Granduchi discendenti di Cosimo I° Medici; in virtù delle disposizioni testamentarie di S.A.E. Anna Maria Luisa de’Medici Elettrice Palatina e Gran Principessa di Toscana designata alla successione Medicea, la primogenitura dinastica della Casa Granducale spetta  pro tempore all’ agnato maschio primogenito più prossimo della famiglia Medici residente a Firenze ed ai suoi discendenti maschi primogeniti in infinito, purchè però essi mantengano sempre residenza stabile a Firenze, altrimenti detta primogenitura passa all’agnato successivo più prossimo residente. Nei tempi attuali il Capo di nome e d’Arme della Casa Granducale Medicea di Toscana è S.A.S. il Principe Ottaviano de’Medici di Toscana di Ottajano, Granduca di Toscana Titolare.

FONS HONORUM

Il titolo Granducale di Toscana fu conferito ai Medici nel 1569 dal Papa Pio V° tramite una Bolla Papale che non fu mai revocata e pertanto,in base alla vigente legislazione dello Stato della Città del Vaticano, esso ha mantenuto  i propri effetti legali anche nei tempi attuali; inoltre, poichè la Casa Granducale Medicea di Toscana non ha mai subito la cosiddetta “debellatio”, l’attuale Granduca Titolare della Casa Medici , S.A.S Ottaviano de’Medici di Toscana di Ottajano,  ha mantenuto  il diritto di conferire  titoli nobiliari  seguendo l’uso dei Granduchi suoi propri predecessori.

La Sovranità infatti, come da antico insegnamento della Dottrina, nel suo pieno esercizio comprende la esplicazione di quattro diritti fondamentali:

1.Lo “JUS IMPERII”, cioè il diritto al comando;

2.Lo “JUS GLADII”, cioè il diritto d’imporre l’obbedienza col comando;

3.Lo “JUS MAJESTATIS”, cioè il diritto di essere onorato e rispettato;

4.Lo “JUS HONORUM”, cioè il diritto di premiare il merito e la virtù.

Allorquando un Sovrano viene estromesso dal dominio politico di un territorio, senza che compia alcun atto abdicativo o di acquiescenza al nuovo Ordinamento Politico, Egli subisce una “compressione” nei suoi due diritti, jus imperii e jus gladii che conserva però, come suol dirsi, “in pectore et in potentia”, nella qualità di “ Pretendente” al Trono perduto. Conserva, invece, in tutta la loro interezza, l’esercizio degli altri due diritti, jus maiestatis e jus honorum, che costituiscono la sua particolare Prerogativa che va sotto il nome di “FONS HONORUM”, connaturata nella sua funzione sovrana, che si esplica nella facoltà di “CREAR NOBILI ED ARMAR CAVALIERI” negli Ordini Cavallereschi di collazione dinastico-familiare del proprio Casato. Tale diritto si trasmette “Jure sanguinis” all’infinito, ai propri discendenti, in persona del “Capo di Nome e d’Arme della Dinastia”, onde il principio di diritto pubblico inglese “Rex non moritur” nel senso di perpetuazione dinastico-funzionale di tale Reale Prerogativa. Storicamente ciò si spiega perché il Sovrano, Monarca Assoluto o Costituzionale, esercita un mandato “per grazia di Dio”; legato al principio teologico “omnis potestas a Deo”; crisma che, per la sua natura divina, non può conoscere limiti. Il Sovrano, può perdere tali “Prerogative” soltanto in seguito a capitolazione politica, sotto forma di abdicazione, rinuncia, vassallaggio, acquiescenza, il che vien detto “debellatio”” ( fonte: Studio legale di diritto Nobiliare- Viareggio)

BIBLIOGRAFIA

* Fonti storiche utilizzate: 1) Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano, Marcella Aglietti, “LE TRE NOBILITA’”- Edizioni ETS, Pisa 2000); 2)Ordine Civico Mediceo, Archivio della Deputazione Medicea sopra la Nobiltà; 3) Archivio di Stato di Firenze, fondo deputazione sopra la Nobiltà e Cittadinanza; 4) Roberto Ciabani, LE FAMIGLIE DI FIRENZE-Casa editrice Bonechi, Firenze 1992; 5) Archivio di Stato di Firenze, i blasoni della famiglie toscane nella collezione Ceramelli Papiani.

 

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