DIANA DURANTI, Patrizi di Firenze.

PAGINA IN AGGIORNAMENTO

CITTA’ DI RESIDENZA

TITOLI POSSEDUTI DAL CASATO Inserire i nomi di tutti i titoli posseduti dal Casato specificando

1) la trasmissibilità (es. Maschio primogenito, Maschi, Maschi e

Femmine, personale)

2) la “fons honoris” concedente e l’anno di concessione;

3) la “fons honoris” rinnovante e l’anno di rinnovamento;

Esempio: Marchese del Chianti (m.p.r), titolo concesso da Ferdinando II° de’ Medici nel 1649 , riconosciuto da Pietro Leopoldo di Lorena nel 1755 e rinnovato da Vittorio Emanuele III° di Savoia nel 1933; Conte di Castelnuovo…eccetera

ALBI D’ORO STORICI

e/o PUBBLICAZIONI EDITORIALI Inserire i nomi di tutti i registri nobiliari storici e/o le pubblicazioni  editoriali o i siti web in cui è già descritto oppure sarà entro breve descritto il Casato: Esempio :Libro d’Oro del Granducato di Toscana; Libro d’Oro del Regno di Italia; Annuario della Nobiltà Italiana; Sito Web Genall; sito web My Heritage  eccetera.

STEMMA: Allegare  in tabella un immagine dello stemma del Casato sormontato da corona e completo  di allori decussati medicei qualora almeno uno dei titoli del Casato sia di natura capitolare dell’Ordine Civico Mediceo

BLASONATURA Esempio: D’azzurro, all’albero al naturale nodrito sul terreno dello stesso, accostato a destra da un ramo di palma nodrito sul terreno stesso, e a sinistra da un leone affrontato al tronco; il tutto d’oro, sormontato da tre stelle a sei punte dello stesso, ordinate in capo.

BIOGRAFIE PERSONALI Allegare in tabella una biografia sintetica( massimo 1 pagina A4) dell’attuale Capo di Nome e d’Arme del Casato (obbligatoria) e quelle dei familiari maschi e femmine da lui direttamente discendenti (facoltativa)- in alternativa fornire il link al sito ove si trovano le suddette biografie (esempio Linkedin)

CENNO STORICO Allegare cenno storico sul casato ( massimo 1 pagina formato A4)

GENEALOGIA Allegare albero genealogico in uno dei seguenti modi:

1) citando ove si trova descritto il casato (esempio: Volume II,parte I, pag 124-125 dell’Annuario della Nobilità Italiana, XXXI edizione (2007-2010),SAGI editore.

2) Oppure allegare albero genealogico in formato digitale realizzato utilizzando un programma specializzato esempio my Heritage, che consentono di scaricare gratuitamente l’applicazione http://www.myheritage.it/family-tree-builder, http://www.geneanet.org/ o altri.

3) Comporre l’albero genealogico del casato con un metodo digitale classico ( vedi esempio all’interno della tabella oppure in altro modo utilizzando un diagramma ad albero)

4) Esempio:

Antonio Giuseppe di Gavino, di Antonio Giuseppe – Cav. Nob. Don.
Luisa di Gavino, di Antonio Giuseppe – Nob. Donna.
Maria Luisa di Antonio, di Antonio Giuseppe – Nob. Donna.
Piero di Antonio, di Antonio Giuseppe – Cav. Nob. Don.
Vincenzo (Enzo) di Antonio, di Antonio Giuseppe – Cav. Nob. Don.
Antonello di Vincenzo, di Giovanni – Cav. Nob. Don.
Filippo di Vincenzo, di Giovanni – Cav. Nob. Don.
Gabriele di Vincenzo, di Giovanni – Cav. Nob. Don.
Luigi di Vincenzo, di Giovanni – Cav. Nob. Don.
Wanda di Antonio, di Antonio Giuseppe – Nob. Donna.
Antonio Giuseppe di Antonio Ignazio, di Antonio Giuseppe – Cav. Nob. Don.
Maria Elena di Antonio Ignazio, di Antonio Giuseppe – Nob. Donna.
Antonio Ignazio di Giuseppe, di Antonio Giuseppe – Cav. Nob. Don.
Michelangelo di Giuseppe, di Antonio Giuseppe – Cav. Nob. Don.
Pietro di Gavino, di Antonio Giuseppe – Cav. Nob. Don.
Maria Teresa di Gavino, di Antonio Giuseppe – Nob. Donna

TRADIZIONI NOBILIARI DEL CASATO IMPORTANTE

Spuntare con un segno le tradizioni seguite dal casato; le risposte saranno oggetto di successivi approfondimenti da parte del Ministero dei Beni Culturali al fine dell’inserimento del Casato nell’inventario Ministeriale del patrimonio culturale immateriale Italiano per l’ UNESCO

  • 1-L’uso pacifico continuato, sia in pubblico che in privato da parte di tutti i membri della famiglia, di un  titolo Nobiliare concesso o confermato  dalla Casa Granducale Medicea di Toscana ed eventualmente  confermato o rinnovato da altra Casa Reale regnante sul territorio Italiano.

2-L’uso da parte di alcuni avi, oppure di membri attuali del Casato, dei titoli e distinzioni cavalleresche di Cavaliere di Santo Stefano  e di eventuali altre distinzioni conferite dal Gran Maestro di altro Ordine Equestre Nobile.

3- L’utilizzo regolamentato dalle leggi araldiche dello stemma nobiliare del casato per decorare e/o contraddistinguere con frequenza o meno beni immobili, beni mobili oppure oggetti di proprietà personale oppure familiare.

4- L’usanza tradizionale di trascrivere  i nominativi personali, quello degli  eventuali discendenti, degli ascendenti o dei parenti  in pubblicazioni o elenchi che permettono di annotare le genealogie delle famiglie, oppure in tavole genealogiche,  monografie , siti web, archivi  o altro.

5- L’usanza tradizionale di aggiornare  oppure semplicemente di  conservare o accedere ad un archivio familiare privato oppure pubblico contenente notizie e documenti riguardanti la storia della casata.

6- L’usanza tradizionale da parte di almeno uno dei membri della famiglia di conservare, tutelare e valorizzare, eventualmente anche insieme  ad altri membri del casato, un patrimonio di famiglia costituito da beni mobili e immobili  di varia natura

7- L’usanza tradizionale da parte di almeno uno dei membri della famiglia di conservare una o più dimore  di famiglia che tutti i membri del casato contribuiscono od hanno contribuito a tutelare e valorizzare anche come luoghi legati a leggende, storie, folklore, usi, tradizioni, eccetera.

8- L’usanza tradizionale da parte di tutti i membri della famiglia di ascrivere al prestigio e alla notorietà della propria famiglia un luogo, oppure una dimora di residenza della stessa, ove essa eserciti oppure abbia esercitato in passato con magnanimità un ruolo di supremazia economica e sociale.

9-La pratica da parte di almeno uno dei membri della famiglia di occuparsi della tutela e della valorizzazione di attività, interessi e bisogni umani della collettività svolgendo pubblicamente opere di protezione delle Arti, delle Scienze delle Lettere e concorrendo politicamente al governo di cose e persone.

10- La pratica da parte di alcuni membri della famiglia, di svolgere  ruoli o  mansioni  di elevato livello professionale, imprenditoriale o finanziario, non solo come imprenditori di attività produttive, professionali o di servizi correlate alle fortune economiche del proprio casato, ma spesso anche soltanto come collaboratori di imprese o società di servizi di proprietà di terzi.

11- La pratica dell’ astensione dallo svolgimento di attività definite in antico come ”arti meccaniche o vili” effettuata in modo costante da parte del Capo di Nome ed Arme della famiglia.

12- La pratica dell’assistenza ai malati e/o i bisognosi effettuata in modo occasionale oppure frequente da parte di almeno un membro della famiglia.

13- La pratica di svolgere attività culturali, effettuata in modo occasionale oppure frequente da parte di almeno un membro della famiglia.

14- La pratica di collezionare beni artistici e culturali di nuova acquisizione oppure già di proprietà del Casato,  effettuata in modo costante da parte di almeno un membro della famiglia.

15-la pratica di tramandare con mezzi orali o scritti la memoria storica del proprio casato, effettuata  in modo costante da parte di tutti i membri della famiglia.

16- La pratica di conservare usi e costumi tipici aristocratici indicanti la ”distinta civiltà” della persona, effettuata in modo costante da parte di tutti i membri della famiglia.

17- La pratica di insegnare alla propria prole di usi e costumi tipici aristocratici indicanti la ”distinta civiltà” della persona, effettuata in modo costante da parte di tutti i membri della famiglia.

18- La pratica di effettuare  una politica matrimoniale adeguata alla salvaguardia del patrimonio e delle tradizioni nobiliari della propria casata, effettuata in modo frequente da parte di alcuni membri della famiglia.

19- La pratica di aderire anche nei tempi attuali   ad ordini cavallereschi ospedalieri e/o dinastici, effettuata in modo occasionale da parte di alcuni membri della famiglia.

20- La pratica di aderire a circoli culturali, sociali o sportivi solitamente riservati ai soli nobili o notabili, effettuata in modo frequente da parte di alcuni membri della famiglia.

21- La pratica di studiare e tramandare fedelmente la conoscenza della storia autentica della Dinastia Granducale Medicea, con particolare riferimento alle vicende ed ai personaggi descritti nel libro” Storia della mia Dinastia” di S.A.S Ottaviano de’ Medici di Toscana- ed. Polistampa, Firenze 2001.

22- La pratica di studiare, tutelare o valorizzare con animo nobile e generoso le espressioni culturali, sociali e politiche della Dinastia Granducale Medicea di Toscana e/o della Tradizione Popolare Toscana

23- La pratica di rispettare le “Jus Honorum” (cioè il diritto di premiare il merito e la virtù creando Nobili e Gonfalonieri)  spettante al Capo di Nome e d’Arme della Casa Granducale Medicea di Toscana pro tempore esistente, che nei tempi attuali è Sua Altezza Serenissima Ottaviano de’ Medici, Granduca Titolare di Toscana di diritto pontificio*

(*Bolla papale del 27/8/1569, per la concessione del titolo di Granduca a Cosimo 1° de’ Medici ed ai suoi discendenti diretti o collaterali, tuttora valida.)

24-La pratica di rispettare anche attualmente le norme di diritto nobiliare che stabilite dalla Casa Granducale Medicea di Toscana, oppure da altre Case Sovrane, effettuata in modo costante da parte di tutti i membri della famiglia.

 

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