Luigi de’Medici di Ottajano, illustre statista borbonico.

Luigi de’ Medici, figlio cadetto del V Principe di Ottaiano e duca di Sarno, visse e operò come protagonista durante un periodo che venne considerato dagli storici come uno dei più convulsi del Regno di Napoli. 

Durante questo periodo avvennero infatti molti episodi politici rilevanti che portarono alla nascita del Regno delle due Sicile come entità politica a se.

Le principali vicende politiche di questo tormentato periodo furono:  la fine dell’attività riformatrice e la svolta conservatrice e illiberale dell’Acton,le vicende dell’effimera Repubblica Napoletana (1799),il Sanfedismo, la caduta del Regno al di qua del Faro in mano ai Francesi e il ritiro della corte borbonica a Palermo sotto la protezione inglese (1806), la Restaurazione, la soppressione dell’autonomia siciliana e infine la nascita del Regno delle Due Sicilie come entità politica a sé (1816).

I primi anni della vita politica di Luigi de’Medici e la reggenza  della Gran Corte della Vicaria:

Nei primi anni del Regno di Ferdinando IV di Napoli e III di Sicilia il Luigi de’ Medici esercitò l’avvocatura a Napoli. Frequentò gli ambienti progressisti e fu amico di Gaetano Filangieri, Melchiorre Delfico e Mario Pagano. Nel 1783 Luigi divenne reggente della Gran Corte della Vicaria, incarico che gli conferì la guida della Polizia Urbana e della Corte Criminale più prestigiosa del Regno di Napoli, che Luigi de Medici resse del 1793 al 1795 e poi dal 1803 fino alla sua morte (1830). In tale veste organizzò l’epurazione dei Francesi nella capitale del Regno, decretata in occasione della guerra della prima coalizione .

 Luigi de’Medici fù anche “Primo accademico protettore” dell’Accademia di chimica e matematica fondata nel 1790 da Annibale Giordano e Carlo Lauberg.

Luigi de’Medici durante il periodo del giacobinismo napoletano:

Nel febbraio 1795 Luigi fu coinvolto nella paranoica repressione antigiacobina dell’Acton e venne imprigionato a Gaeta dove rimase fino al 1798 quando, in seguito a processo, la magistratura borbonica ne riconobbe l’innocenza.

Durante il semestre della Repubblica Napoletana (1799) Luigi, sebbene fosse rimasesse appartato, venne comunque nuovamente  arrestato dai giacobini nell’aprile del 1799; liberato con la prima restaurazione borbonica Luigi venne però nuovamente arrestato con l’accusa di aver tentato di entrare nella giunta repubblicana  e fù poco dopo liberato con l’indulto proclamato in seguito alla vittoria napoleonica di Marengo.

Luigi de’Medici Ministro delle Finanze:

Nel 1803 Luigi fu nominato dai Borboni Presidente del Consiglio delle Finanze Reali, succedendo al Ministro delle Finanze Francesco Seratti (il quale a sua volta era succeduto a Giuseppe Zurlo) e, nell’aprile 1804, Luigi fu anche  nominato Direttore della Segreteria di Stato.

Con il nuovo arrivo dei Francesi (1806) Luigi si recò con i Borbone in Sicilia. Nel 1811 andò in esilio a Londra essendosi scontrato con il parlamento aristocratico siciliano e con l’Acton.

Luigi de’Medici primo Ministro del Regno

Con la Restaurazione borbonica Luigi de’ Medici fù la figura più rappresentava del nuovo governo: fù Ministro delle Finanze, rappresentò le ragioni dei Borboni al congresso di Vienna e, nel giugno 1816, per l’appoggio della Regina Maria Carolina, nemica dell’Acton, venne nominato Presidente del Consiglio dei Ministri.

Luigi  come Primo Ministro gestì in modo molto brillante la restaurazione nel Regno di Napoli conservando in parte la legislazione francese, per es. l’abolizione delle feudalità, nonchè la struttura e il ceto burocratico murattiani (“politica dell’amalgama)”; mise in atto l’annessione della Sicilia, dando così origine al nuovo “Regno delle Due Sicilie” (1816); firmò il concordato fra la Santa Sede e il Regno delle Due Sicilie (febbraio 1818).

Durante la sua legislatura Luigi mantenne sempre  un atteggiamento tollerante nei confronti dei liberali e del loro partito segreto, la Carboneria. Luigi Blanch, pur apprezzando l’atteggiamento antifeudale di Luigi  de’ Medici, lo accusò però di aver consolidato l’influenza austriaca e della Curia romana sul Regno di Napoli rendendo così inevitabili i moti del 1820.

Luigi de’Medici si trovò quindi in difficoltà con lo scoppio dei moti costituzionali del 1820 e  con il successivo sbocco reazionario il 9 luglio 1820 dovette  cedere la guida del governo.

Nel marzo 1821, con l’intervento delle forze della Santa Alleanza che misero fine all’esperienza costituzionale, subentrò alla guida del governo il Marchese di Circello che costituì un Consiglio dei Ministri caratterizzato dalla presenza agli Interni del Principe di Canosa, un sanguinario reazionario.

Luigi de’ Medici tornò però poco dopo alla Presidenza del Consiglio nel giugno 1822 per volontà del Principe di Metternich il quale, allibito per la ferocia del Canosa, impose a Ferdinando I delle Due Sicilie il ritorno di Luigi.

Da quel momento Luigi de’Medici rimase primo Ministro del Regno fino alla propria morte avvenuta nel 1830.

Anche questa seconda esperienza governativa è stata giudicata complessivamente in modo positivo dagli storici per la relativa moderazione e la politica economica tesa al risanamento delle finanze e al potenziamento della flotta mercantile del Reame.

 

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