Stato del Granduca di Toscana (Stato Sovrano de Jure)

Natura Giuridica e riconoscimento

Lo Stato del Granduca di Toscana  è una Entità Sovrana priva di territorio, implicitamente riconosciuta, che gode dello Status giuridico di Stato Sovrano de Jure in base alla teoria dichiarativa affermatasi nel diritto internazionale con la convenzione di Montevideo del 1933.

Il riconoscimento implicito deriva dalla Bolla Papale ancora valida per la concessione del Granducato di Toscana al Granduca Cosimo 1° de’Medici ed a tutti i suoi discendenti primogeniti in infinito, sia diretti che agnati collaterali, purché residenti a Firenze secondo le leggi di famiglia stabilite da S.A.E Anna Maria Luisa de’Medici, Granduchessa di Toscana de Jure, Gran Principessa di Toscana, Elettrice Palatina del Reno.

Note: (fonte wikipedia) “Secondo la teoria dichiarativa, lo stato di un’entità è indipendente dal suo riconoscimento da parte di altri stati, purché la sovranità non sia stata acquisita con la forza militare. Il modello dichiarativo divenne più famoso, nel 1933, con la Convenzione di Montevideo.[25]

L’articolo 3 della Convenzione di Montevideo dichiara che lo stato politico è indipendente dal riconoscimento da parte di altri Stati, e allo Stato non è proibito difendersi.[26] Al contrario, il riconoscimento è considerato un requisito per lo stato, dalla teoria costitutiva dello stato. Una parte importante della convenzione è l’articolo 11 che proibisce l’uso della forza militare per ottenere la sovranità”.

… “La maggior parte degli stati sovrani lo sono de iure e de facto (cioè, esistono sia legalmente che nella realtà). Tuttavia, uno stato può essere riconosciuto solo come uno stato “de iure”, in quanto è riconosciuto come il governo legittimo di un territorio sul quale non ha un controllo effettivo. Ad esempio, durante la Seconda guerra mondiale, i governi in esilio di un certo numero di stati europei continentali continuarono a godere di relazioni diplomatiche con gli alleati, nonostante i loro paesi fossero sotto l’occupazione nazista. L’Organizzazione per la Liberazione della Palestina e l’Autorità Nazionale Palestinese affermano che lo Stato di Palestina è uno stato sovrano, una rivendicazione che è stata riconosciuta dalla maggior parte degli stati, sebbene il territorio che sostiene sia sotto il proprio controllo “de facto” è controllato da Israele.[35][44] Altre entità possono avere un controllo “de facto” su un territorio ma mancano di riconoscimento internazionale; questi possono essere considerati dalla comunità internazionale solo come stati “de facto”. Sono considerati “de iure” solo in base alla propria legge e agli stati che li riconoscono. Ad esempio, il Somaliland è comunemente considerato come uno stato.[45][46][47][48] Per un elenco di entità che desiderano essere universalmente riconosciute come stati sovrani, ma che non hanno un riconoscimento diplomatico globale, consultare Stati a riconoscimento limitato.”

Territorio

La formula adoperata in Toscana e in Emilia per il plebiscito dell’11 e 12 marzo 1860, poneva il quesito, nelle due schede sottoposte alla scelta dei votanti, «unione alla Corona di Vittorio Emanuele II°, Re di Sardegna» oppure «Regno separato», rispettando quindi la Sovranità de jure che entrambe la Casa Medici e la Casa di Asburgo Lorena avevano mantenuto sul Granducato di Toscana al momento del Plebiscito, non avendo Esse infatti mai abdicato i propri diritti dinastici derivanti rispettivamente dal Pontefice (Medici) e dall’Imperatore  ( Asburgo)  .

Unione quindi, non annessione: unione significava fusione fra due distinte realtà, che danno vita a una realtà nuova, mentre l’annessione si risolveva in una realtà che ne incorpora un’altra, la inserisce nel proprio contesto, che si impone e prevale.

Nel quesito plebiscito toscano del 1860 non fu peraltro indicato il nome della Casa Sovrana che avrebbe potuto reggere la Toscana qualora il Popolo si fosse espresso a favore del “Regno separato”, Casa che sarebbe stata quindi sarebbe a scelta  successivamente fra le due Case Sovrane titolari del Granducato (Medici, Asburgo-Lorena), oppure fra altre Case Dinastiche non titolari del Granducato, ma politicamente forti abbastanza per imporsi sullo scenario dei pretendenti (Es. Savoia)

Poiché la Popolazione Toscana nel 1860 scelse l’unione del Granducato di Toscana alla Corona di Vittorio Emanuele II°, l’anno successivo al suddetto Plebiscito si formò  quindi de jure un Regno Unito di Italia sotto la Corona Sabauda, composto dal Regno di Sardegna, dal Granducato di Toscana e da tutti gli altri territori della penisola Italiana i quali, in virtù di uno specifico quesito Plebiscitario, furono successivamente “annessi” alla Corona di Vittorio Emanuele II° come Provincia e non “Uniti”  ad Essa come Regno, come nel caso della Toscana.

Avendo Sua Altezza il Granduca di Toscana preso atto della conclamata rinuncia al trono di Italia da parte dagli eredi di Casa Savoia avvenuta per “acquiescenza” in virtù della formale dichiarazione di fedeltà  alla Repubblica Italiana da Essi espressa tramite lettera di rassicurazione inviata al Parlamento  prima del loro rientro dall’esilio, non avendo per contro S.A.S il Granduca Ottaviano de’Medici di Toscana né i Granduchi suoi predecessori mai rinunciato in favore della Casa di Savoia ai propri diritti sovrani sul territorio del Granducato di Toscana, considerando inoltre che l’ex Regno di Italia era di fatto un Regno Unito formatosi de jure con atto plebiscitario del 1860 con cui il Popolo Toscano chiese che il Granducato di Toscana formasse un Regno Unito a quello di Sardegna ed ai relativi territori annessi, intendendo infine S.A. rispettare la scelta plebiscitaria dei Toscani di costituire con il Re di Sardegna un Regno Unito di Italia, Sua Altezza Serenissima ha stabilito e stabilisce che il territorio  afferente allo Stato del Granduca di Toscana (Stato Sovrano de jure) è stato e dovrà essere il medesimo dell’ex Regno Unito di Italia, ovvero quello intero della Penisola Italiana e ciò a prescindere dalla successiva trasformazione di detto Regno in Repubblica.