Cittadinario Mediceo delle famiglie Gentilizie di Firenze (C)

La presente edizione aggiornata dello storico Cittadinario Fiorentino Mediceo include i nomi di tutte le famiglie viventi o estinte che dal 1400 ai tempi attuali che hanno fatto parte o furono ammesse al rango gentilizio della Cittadinanza Fiorentina nelle tre classi dei Nobili, dei Patrizi e dei Gentiluomini.

I Casati Gentilizi che furono ammessi al Libro d’Oro Lorense a partire dal 1750 sono contrassegnati da un asterico ( Nobiltà*) oppure due asterichi (Patriziato**).

La descrizione delle “provanze” dell’archivio di Stato di Firenze è interamente tratta dal volume di Marcella Aglietti, Le tre nobiltà. La legislazione nobiliare del Granducato di Toscana (1750) tra Magistrature civiche, Ordine di Santo Stefano e Diplomi del Principe, Pisa, ETS, 2000. Tutte le altre informazioni su Casati Gentilizie storici sono state tratte dalla cancelleria della Corona direttamente dalle fonti archivistiche dell’Archivio di Stato di Firenze, Fondo Cittadinario (Filze 1-12) e fondo Papiani Ceramelli. accanto al nome dei Casati non ancora aggiornati è indicato soltanto il Gonfalone di quartiere di loro residenza.

I titoli nobiliari concessi ai Casati Patrizi Toscani fra il 1737 ed il 1859 dalla Casa di Asburgo Lorena sono riconosciuti de jure dalla attuale Casa Granducale Medicea di Toscana, così come quelli concessi ai medesimi Casati dalla Casa Reale di Savoia fra il 1859 il 1946 e dalla Casa di Borbone Parma dal 1801 al 1814.

Casati Gentilizi viventi o estinti dal 1400 ai tempi attuali

A / B / C / D / E , F / G / H / I , L / M / N , O / P , Q / R / S / T , U / V / X Y W Z

(in aggiornamento)

DEL CACCIA RUOTE

CACCINI – (4 marzo 1754). Ugolino Antonio e Domenico Maria, figli del cavalier Giovanni Vincenzio del Vernaccia ed Ortensia Caccini. Si inizia la descrizione a partire dalla residenza del 1457530 [V, 15].

 530 Ugolino Antonio e Domenico del Vernaccia ottengono nell’ottobre 1753 grazia di richiedere il riconoscimento del patriziato della famiglia paterna della madre Ortensia Caccini, all’esplicito scopo di favorire l’eventuale ammissione dei propri discendenti in qualche Ordine nobile o cavalleresco. Si attesta un priorato nel 1444.

CACCINI DI ROMA LION BIANCO

CACCINI S. MARIA NOVELLA LION ROSSO

CACIOTTI FERZA

CAFFERECCI LION NERO

CAFFERELLI LION NERO

CAGLIERI RUOTE

CAGNAZZI LION ROSSO

CAIALLI VIPERA

CAIOZZI LION BIANCO

CALAMAI VAIO

CALAMANDREI NICCHIO

CALANDRI CHIAVI

CALDARI DRAGO S. SPIRITO

CALDERINI LION BIANCO – LION ROSSO – RUOTE

CALDESI LION BIANCO

CALIARI FERZA

CALIPPI CHIAVI

CALOSI LION NERO

CALURI LION D’ORO

DELLE CALVANE FERZA

CALVANESI FERZA

CALVELLI CHIAVI

CALVI LION D’ORO

CALZERONI RUOTE

CAMAIANI LION D’ORO – RUOTE

CAMBI – (24 maggio 1751). Niccolò Francesco di Bernardo. La famiglia viene ammessa in virtù delle residenze nelle maggiori magistrature pubbliche esercitate a partire dal 1530 con Lorenzo, priore531 [IX, 1].

531 In realtà, il primo riseduto in una pubblica magistratura era stato Giovanni di Domenico, priore nel 1437; poi c’era stato Lorenzo, bisnipote di Giovanni, priore per ben cinque volte a partire dal 1514. L’albero genealogico attestava la registrazione nei libri della Decima e del catasto a partire dal 1427. Si iniziò invece la descrizione della famiglia solo dal 1530, forse perché quel Lorenzo era il primo del quale si era attestata la fede del battesimo, nel 1473.

CAMBI – (14 giugno 1751). Balì Bartolomeo e fratelli. Ammessi in quanto la famiglia compare tra gli squittinati per risiedere nelle maggiori magistrature pubbliche fin dal 1524. Presenze nell’Ordine stefaniano e gerosolimitano [XIII, 1].

CAMBI DEL DRAGO VAIO

CAMBRAY DE DIGNY – (la data del decreto non c’è, ma l’ascrizione è del 1803). Tre fratelli: Francesco, consigliere delle finanze e direttore dei conti della reale depositeria; Giuseppe, ministro principale dell’azienda del tabacco; canonico Cesare. Si invocò l’articolo XXI della legge famiglia del primo ordine di nobiltà in Francia e titolare di un feudo nobile nella provincia di Piccardia dal 1530. La famiglia Digny discendeva da Giovanni di Ugo de Cambray, ammesso al rango di scudiero dal 1530 [LXXII, 4].

CAMBI DEL DRAGO VAIO

CAMBIAGI LION D’ORO

CAMBINI DRAGO S. GIOVANNI – LION D’ORO

DI CAMBIO SCALA

CAMERATI LION ROSSO

CAMERUCCI LION BIANCO

CAMMILLI LION NERO

DEL CAMPANA FERZA

CAMPANI FERZA

DEL CAMPO UNICORNO

CAMPIGLIA LION D’ORO

CANACCI – (9 settembre 1771). Giovanni Cosimo. Si attesta un primo squittinato per risiedere nel priorato nel 1531. I deputati non si opposero alla grazia dell’iscrizione, nonostante il casato fosse decaduto economicamente ed avesse contratto parentele con donne non nobili, solo perché il comparente è ormai anziano e senza discendenza maschile532 [IX, 2].

532 Il comparente aveva richiesto l’ascrizione anche per i due figli Giustino Gaetano e Vincenzio, ma questi erano morti rispettivamente nel 1753 e nel 1759, cioè prima che la domanda fosse esaminata dalla deputazione. Il patriziato venne concesso, nonostante le irregolarità, per permettere al Canacci di maritare le figlie con maggior onorevolezza.

CANCELLERESCHI DRAGO S. SPIRITO

CANCELLI CARRO

CANCELLI DEL DRAGO S. GIOVANNI DRAGO S. GIOVANNI

CANCELLIERI LION D’ORO

CANDIOTTI FERZA

CANIGIANI – (15 febbraio 1751). Ippolito e fratello. Residenze nelle maggiori magistrature pubbliche533 [II, 1].

533 Si attesta una prima residenza nel priorato nel 1412, ma si ricorda l’esercizio di incarichi pubblici di primo grado fin dal 1282.

CANCELLERESCHI DRAGO S. SPIRITO

CANCELLI CARRO

CANCELLI DEL DRAGO S. GIOVANNI DRAGO S. GIOVANNI

CANCELLIERI LION D’ORO

CANDIOTTI FERZA

CANTUCCI – (23 aprile 1754). Maria Maddalena di Domenico. Casato ammesso perché compreso fra gli scrutinati per l’elezione per le maggiori magistrature cittadine dal 1533 e perché, come quarto di un cavaliere, era stato giustificato e accolto nell’Ordine di Malta [XIII, 2].

CAPACCI BUE

CAPEI UNICORNO

CAPEZZUOLI DRAGO S. SPIRITO – LION D’ORO

CAPITANI VAIO

CAPOCCI RUOTE

CAPPELLI DRAGO S. GIOVANNI – LION ROSSO

CAPPELLI DELLA MATRICE RUOTE

CAPPELLI DEL CARRO LION NERO

CAPPELLI DELLA FERZA DRAGO S. SPIRITO

CAPPELLI DEL LION BIANCO LION BIANCO

CAPPELLI DEL LION NERO LION NERO

CAPPELLINI DRAGO S. GIOVANNI

CAPPELLO LION ROSSO

CAPPIARDI NICCHIO

CAPPONCINI LION BIANCO

CAPPONI – (5 gennaio 1752). Cavalier Francesco del marchese Alessandro. Residenze nelle maggiori magistrature pubbliche. Presenze nell’Ordine di S. Stefano per giustizia. Memoriale con rescritto del granduca Ferdinando II del 15 gennaio 1641 con il quale si confermavano al marchese Scipione i privilegi e le preminenze spettantigli come marchese di Magliano534 [II, 2].

534 Si inizia la descrizione della famiglia dal gonfalonierato di Niccolò del 1526. La corona marchionale è riconosciuta a partire dal marchese Alessandro di Scipione, primo della famiglia ufficialmente nominato con tale titolo dal granduca di Toscana: così almeno in un documento conservato presso l’archivio dell’Ordine di S. Stefano nel quale Cosimo III ordinava il conferimento di una rendita annuale per un figlio del detto marchese Alessandro. Quanto alla prima residenza pubblica, nell’albero genealogico il primo attestato risulta essere del 1350, mentre dalla fede del priorista si risale solo al 1526. Si allega diploma di Cosimo III Medici del novembre 1693 dove si nominava il padre del comparente col titolo di marchese. Bolla del 18 dicembre 1642 di papa Urbano VIII per il conferimento a Scipione Cappone, già cavaliere di Malta, del marchesato di Mompeo, terra posta sotto la diocesi di Sabina, nello Stato pontificio

CAPPONI – (16 aprile 1753). Marchesa Eleonora Capponi, vedova del marchese Francesco Pier Maria Capponi. Descritta per aver dimostrato le residenze nelle maggiori magistrature pubbliche del proprio casato a partire dal 1526 [II, 3].

CAPPONI – (22 febbraio 1752). Priore marchese Ruberto, col fratello e i figli. Residenze nelle maggiori magistrature pubbliche535 [II, 3 secondo].

535 Si ricorda come in occasione del matrimonio tra il marchese Ruberto e Lucrezia del conte Ugo della Gherardesca, nel giugno 1729, la sposa avesse ottenuto una dote di novemilacinquecento scudi, di cui mille in donativi ed abiti ricevuti in dono dall’Elettrice palatina, titolo di grande onore.

CAPPONI – (29 marzo 1751). Marchese Vincenzio e i figli Scipione e Lorenzo. Residenze nelle maggiori magistrature pubbliche. Presenze nell’Ordine di S. Stefano536 [II, 4].

(536) Fede di esercizio del priorato dal 1524. Si allega lettera della segreteria di Cosimo III che attestava il titolo di marchese.

CAPPONI – (15 febbraio 1751). Conte Ferdinando e Cammillo. Residenze nelle maggiori magistrature pubbliche. Dubbia presenza nell’Ordine di S. Stefano537 [II, 5].

537 Il decreto espresso dalla deputazione non lasciava dubbi sul prestigio di questa famiglia: «Questa famiglia non ha bisogno d’esami». Peraltro, il titolo di conte rendeva questo ramo particolarmente distinto rispetto agli altri Capponi, quindi il Rucellai suggeriva di iniziare la registrazione dal primo che aveva ricevuto tale onorificenza. Fede estratta dal priorista documentava una prima residenza nel 1523. Si allega diploma di conte conferito da Cosimo III.

CAPPONI – (19 aprile 1751). Gino di Pier Ruberto. Residenze nelle maggiori magistrature pubbliche538 [II, 6].

538 Si attestano residenze a partire da un gonfaloniere nel 1396. Si ripeteva, come per il ramo precedente: «Questa non è famiglia ch’abbia bisogno d’esame». Si suggeriva comunque di aggiungere i nomi delle sorelle sposate e di giustificare in modo migliore il titolo di marchese, altrimenti inaccettabile. Privilegio di marchese conferito dal duca di Mantova Ferdinando Carlo nel 1707, ma giudicato di dubbia ammissibilità dalla deputazione.

CAPPUCCINI CARRO

CARAFFA LION D’ORO

CARAMELLI DRAGO S. GIOVANNI – LION ROSSO

CARCHERELLI – (1° marzo 1751). Niccolò e figli. Residenze nelle maggiori magistrature pubbliche dal 1524, anno dal quale si inizia la descrizione [V, 15 bis].

CARDI LION NERO

CARDI CIGOLI LION ROSSO

CARDINALI CHIAVI

CARDINI LION D’ORO

CARDUCCI – (15 gennaio 1753). Tommaso di Simone chiese di essere ammesso insieme alla sorella. La famiglia è descritta a partire dallo squittinio di Simone per il priorato nel 1513539 [IX, 3].

539 La prima imborsazione per una della maggiori magistrature era attestata nel 1433. La ricostruzione genealogica estratta dai libri della Decima risaliva al 1498.

CARDUCCI – (10 maggio 1751). Cavaliere Pier Antonio di Girolamo. Presenze nell’Ordine di S. Stefano per giustizia [IX, 4].

CARDUCCI – (17 dicembre 1779). Don Francesco Xaverio. Famiglia residente a Taranto, ma originaria di Firenze. Presenze nell’Ordine gerosolimitano da oltre 150 anni e in quello stefaniano. Residenze nelle maggiori magistrature pubbliche (priorato nel 1437). La deputazione chiese una ulteriore produzione di provanze per meglio verificare la discendenza dalla casata fiorentina [IX, 5].

CARDUCCI – (15 febbraio 1784). Giovanni Battista e fratelli, residenti a Taranto. Presenze nell’Ordine di Malta. Come ramo collegato ai Carducci (già ammessi nel 1779) ci si limitava a richiamarsi a quanto già provato540 [IX, 6].

540 Questo ramo, trasferitosi a Taranto stabilmente già dalla fine del XV secolo, proprio in questi anni spostò la sua residenza a Firenze conformemente alle disposizioni stabilite in un fidecommesso lasciato da un collaterale della casata capostipite Carducci rimasta in Toscana.

CARFILLI LION D’ORO

CARFUCCI NICCHIO

CARLETTI CHIAVI

CARLI CHIAVI

CARLI DA PIETRAMALA SCALA

CARLIERI CHIAVI

CARLINI RUOTE

CARLINI DEL LION BIANCO LION BIANCO

CARLONI LION NERO – VAIO

CARMASSI LION D’ORO

CARMIGNANI LION D’ORO – SCALA

CARMIGNOLI RUOTE

CARNESECCHI – (14 giugno 1751). Ridolfo di Francesco. Squittinati per risedere nelle maggiori magistrature nel 1524. Presenze nell’Ordine stefaniano, ma non per giustizia [XIII, 3].

CARNESECCHI DEL GIGLIO VIPERA

CARONI FERZA

CAROSI LION BIANCO – LION D’ORO

CAROTTI LION NERO

CARPANTI CARRO

CARPANTIER LION ROSSO

CARPIANI VAIO

CARRADORI LION ROSSO

CARRARESI LION BIANCO

CARSIDONI BUE CARTEI

LION ROSSO

CARTIGIANI LION NERO

CARTONI BUE – DRAGO S. GIOVANNI – LION ROSSO

CARUCCI BUE

CARUCCI DA COLLE CHIAVI

DELLA CASA DRAGO S. GIOVANNI

CASALI VIPERA

CASALI DEL GIGLIO LION NERO

CASALI DELLA VIPERA CHIAVI

CASANOVA VIPERA – LION BIANCO

CASAVECCHIA FERZA

CASELLESI CARRO

CASINI DRAGO S. GIOVANNI – LION D’ORO – LION NERO – LION ROSSO

CASINI DELLA CROCE LION D’ORO

CASINI DELLE CHIAVI LION NERO

CASINI DEL DRAGO S. SPIRITO DRAGO S. SPIRITO

CASINI DEL LION ROSSO RUOTE

CASINI DEL NICCHIO NICCHIO

CASINI DELLE RUOTE RUOTE

CASONI VIPERA

CASSI RUOTE

CASSIANI LION NERO

CASSINOLI DRAGO S. SPIRITO

CASTAGNO LION NERO

CASTAGNOLI RUOTE

CASTALDI SCALA

CASTELLANI – (15 marzo 1751). Niccolò Giuseppe e Bartolomeo. Residenze nelle maggiori magistrature pubbliche dal 1326 [V, 16].

CASTELLANI – (13 aprile 1751). Spinello. La deputazione avanza dubbi sull’idoneità di questa famiglia, decaduta sia dal punto di vista economico che per la qualità dei matrimoni contratti, ma decide comunque di registrarla a partire dalla residenza del 1415541 [V, 17].

541 Si attesta un primo squittinio per risiedere per la Maggiore nel 1411.

CALA CASTELLARI LION NERO

CASTELLI DA FARNETA FERZA

CASTELLI DEL DRAGO S. SPIRITO CARRO

CASTELLI DELLA FERZA FERZA

CASTELLI DEL LION NERO LION NERO

DA CASTELLO LION D’ORO

CASTELLUCCI RUOTE CASTIGLIONCHI LION NERO

DA CASTIGLIONE – (20 settembre 1751). Cavaliere Dante e figli. Ammissione per giustizia nell’Ordine stefaniano, titolo assunto dalla deputazione a fondamento della registrazione alla classe del patriziato, iniziando del primo vestito, nel 1613 [IX, 7].

CALA CASTELLARI LION NERO

CASTELLI DA FARNETA FERZA

CASTELLI DEL DRAGO S. SPIRITO CARRO

CASTELLI DELLA FERZA FERZA

CASTELLI DEL LION NERO LION NERO

DA CASTELLO LION D’ORO

CASTELLUCCI RUOTE CASTIGLIONCHI LION NERO

CATTANI CAVALCANTI – (24 maggio 1751). Giovanni Francesco e Vincenzo. Squittinati per esercitare le maggiori magistrature nel 1524 [XIII, 4].

CAVALCANTI CARRO – VIPERA

CAVALENSI RUOTE

DEL CAVALLINA LION D’ORO

CAVALLONI già LORINI – (9 settembre 1771). Giovanni Pellegrino e fratelli. Residenze nelle maggiori magistrature pubbliche542 [II, 7].

542 Fede dello scrutinio per la Maggiore dell’antenato Bonaiuto di Lorino nel 1391, risultante descritto anche nelle matricole dell’Arte della seta come farsettarius o ritagliator, riseduto nel priorato come «beneficiato» nel 1531. In realtà non si produsse alcuna prova certa di residenza, ma la deputazione valutò comunque di procedere secondo «la regola del verosimile e del più probabile» e di presumere la veridicità di quanto attestato. In una fede estratta dalla gabella dei contratti di matrimonio, Benedetto di Niccolò Cavalloni era detto «nobile fiorentino». Fedi estratte dai registri delle doti esistenti nell’archivio della Compagnia di Gesù attestavano come la sorella dei comparenti e altre due ascendenti avessero ottenuto doti come dame e gentildonne. Una informazione aggiunta posteriormente dichiarava come il padre dei comparenti, Ignazio, avesse continuato ad esercitare l’impiego di cancelliere del Magistrato dei Conservatori di legge di Firenze, nonostante la legge del 1750 l’avesse proibita come professione incompatibile con la nobiltà, seppur non pregiudicasse in alcun modo lo status dei figli.

CAVICCHI VIPERA

CECCATELLI LION NERO

CECCHERELLI FERZA – SCALA

CECCHERINI RUOTE – SCALA

CECCHERINI DEL LION D’ORO UNICORNO

CECCHERINI DELLA VIPERA UNICORNO – VIPERA

CECCHI LION BIANCO – LION ROSSO – RUOTE – VAIO – DRAGO S. SPIRITO – SCALA

CECCHI DEL DRAGO S. SPIRITO DRAGO S. SPIRITO

CECCHI DELLE RUOTE LION BIANCO

CECCHI TOLDI SCALA

CECCHINI – (13 aprile 1772). Vittoria e sorelle, del cavaliere Bianco. Chiese ed ottenne il passaggio alla classe del patriziato da quella della nobiltà, nella quale era già stata ammessa con decreto del 22 aprile 1754 per l’ammissione nell’Ordine stefaniano di un proprio ascendente nel 1571 [V, 18].

CECCHINI DA MONTEVARCHI RUOTE

CECCHINI DELLE RUOTE LION BIANCO

CECCONI SCALA

CECINELLI SCALA

CECINI LION D’ORO

CEDRI DRAGO S. SPIRITO

CEFFINI BUE

CEGIA LION BIANCO

CEI NICCHIO

CELANDRI NICCHIO

CELATI RUOTE

CELLA VAIO CELLERINI SCALA

CELLESI – (12 gennaio 1807). Francesco e Giuseppe, fratelli e figli del senatore cavalier Giovan Battista, appartenenti a un casato già ammesso al patriziato pistoiese [XXXIII, 15], ottennero anche il fiorentino [LXXV, 1].

CELLI SCALA

CELLINI LION D’ORO – UNICORNO

DI CELLO LION D’ORO

CENNI VIPERA

CENNI DEL DRAGO DRAGO S. GIOVANNI

CENNINI LION D’ORO – LION NERO – LION ROSSO

CENNINI DEL DRAGO DRAGO S. SPIRITO

CENTELLINI VAIO

CENTENNI VIPERA

CEPPARELLI VIPERA

DA CEPPERELLO – (24 maggio 1751). Cavaliere Giuseppe. Il comparente vanta l’abito per giustizia dell’Ordine di S. Stefano e ricorda l’ammissione del proprio casato come quarto nella Religione gerosolimitana. La ragione dell’ascrizione nel libro d’oro è l’abito stefaniano, ma la descrizione della famiglia inizia con una residenza nel numero dei priori del 1528543 [V, 19].

543 La madre del comparente è Anna del cavaliere Giovanni di Dio Narvaez y Saavedra, di origini spagnole. Si hanno residenze per la Minore fin dal 1496.

CERAMELLI RUOTE

CERBAGI DRAGO S. SPIRITO

CERBINI LION ROSSO

CERBINI BUONACCORSI LION NERO

CERBONI NICCHIO

CERCHI CARRO, RUOTE

CERCHI – (22 marzo 1751). Alessandro. Ammissione alla classe in virtù dell’abito stefaniano per giustizia del comparente544 [V, 20].

544 Il comparente non presenta altre provanze all’infuori della fede di apprensione dell’abito. Al che si apre una piccola discussione tra il Rucellai e l’Antinori per decidere se la descrizione debba iniziare dal comparente o piuttosto risalire indietro per duecento anni.

CERCIGNANI LION NERO

CERRACCHINI LION NERO

CERRANINI LION D’ORO

CERRETANI – (19 aprile 1751). Senatore Filippo. Ammissione per giustizia nell’Ordine stefaniano [XIII, 5].

CHECCHI– (in corso di inserimento). Andrea e figlio, Sua Eccelenza. Diploma Granducale di concessione del Titolo di Conte di Castelfranco di sopra, Visconte (maschio primogenito- di cortesia), Patrizio di Firenze concesso da S.A.R. il Granduca Ottaviano de’Medici di Toscana ( 19 Dicembre 2018)

CERRETESI CARRO

CERRETI LION BIANCO

CERRINI DRAGO S. SPIRITO – LION NERO

CERRI LION BIANCO

CERROTI LION NERO

CERVIERI LION D’ORO

CEULI CHECCHI NICCHIO

CHECCHINI UNICORNO

CHECCHINI DEL LION BIANCO RUOTE

CHECCUCCI NICCHIO

CHELI VIPERA

CHELINI VAIO

CHELLI DRAGO S. SPIRITO – LION D’ORO – NICCHIO

CHELLI DA STRATA LION BIANCO

CHELLINI LION D’ORO

CHERUBINI LION D’ORO

CHIARI LION BIANCO – LION D’ORO – RUOTE

CHIARI DELLA SCALA FERZA

DEL CHIARO DRAGO S. GIOVANNI – CHIAVI – LION D’ORO

DEL CHIARO CENNINI VAIO

DEL CHIARO TERZI

DRAGO S. SPIRITO

CHIAVACCI DRAGO S. SPIRITO – LION D’ORO

CHIAVISTELLI NICCHIO

CHIELI LION D’ORO

DEL CHIESA LION NERO

CHIMENTELLI LION NERO

CHIONNI VIPERA

CIABATTINI LION D’ORO

CIABILLI CARRO

CIACCHERI DRAGO S. SPIRITO

CIACCHI CARRO – LION NERO – LION ROSSO

CIACCHI DELLE RUOTE RUOTE

CIAI DRAGO S. GIOVANNI – LION D’ORO

CIAMINGHI LION D’ORO

CIAMPELLI LION D’ORO

CIAMPINI BUE

CIAMPOLI RUOTE – VIPERA

CIAMPOLI DA GREVE RUOTE

CIANCHI VAIO

CIANCHI DELLE RUOTE CARRO

CIANFI VIPERA

CIANFAGNI DRAGO S. SPIRITO

CIANI FERZA

DEL CIANNA RUOTE

CIAPERONI CHIAVI

CIARAMEGLI LION BIANCO

CIARDI CARRO – CHIAVI

CIARI FERZA

CIATI LION ROSSO

CIATTI O DI CIATTO LION D’ORO

CICCIAPORCI – (5 gennaio 1752). Filippo e figli. Ingresso nell’Ordine gerosolimitano per giustizia del padre dei comparenti, dal quale si inizia la descrizione [II, 8].

CICOGNINI LION D’ORO – LION NERO

CIECI CHIAVI

CIFERI SCALA

CIGNA LION D’ORO

DA CIGNANO VAIO

CIGNOZZI VAIO

CILLENI LION D’ORO – VAIO

CILLI VIPERA

CIMENES LION D’ORO

CINATTI FERZA – NICCHIO

CINATTI DEL DRAGO S. SPIRITO NICCHIO

CINCANELLI CHIAVI

CINELLI DEL DRAGO S. GIOVANNI

DRAGO S. GIOVANNI (BUE)

CINGANELLI LION BIANCO

CINI LION BIANCO – UNICORNO

CINI ORA ROSSI BUE

DI CINO FERZA – SCALA

CIOFI CARRO – LION D’ORO – SCALA

CIOLI LION D’ORO

CIOLI DELLE RUOTE RUOTE

CIONACCI CHIAVI

CIONI LION ROSSO – UNICORNO

CIONI DELLA VIPERA UNICORNO

CIOPPI LION D’ORO – LION BIANCO

CIPRIANI LION D’ORO – LION NERO

CIPRIANI DELLA SCALA FERZA

CIRLI FERZA

CISTI FERZA

CITERNI LION BIANCO

CITTADELLA NICCHIO

CITTADINI VAIO

CIUCCI FERZA – LION ROSSO

CIUTI LION D’ORO

CIVILI DI GREVE LION D’ORO

CIVININI SCALA

CLEMENTI LION D’ORO

CLOFER LION BIANCO

COCCAPANI SCALA

COCCHI CHIAVI – RUOTE

COCCHI DONATI – (24 maggio 1751). Cavaliere Cosimo e Donato. Residenze nelle maggiori magistrature pubbliche. Presenze nell’Ordine stefaniano. Si inizia la descrizione della famiglia dalla residenza nel priorato del 1524545 [V, 21].

545 Quanto all’arme e casato dei da Fortuna, si dice usato dal cavaliere Cosimo Sangalletti da Fortuna e Donato Maria, suo fratello, figli di Piero di Guglielmo Cocchi Donati, in ordine al testamento del senatore Giovanni da Fortuna del 22 maggio 1690. Analogamente, il casato ed arme Sangalletti erano state adottate dal comparente per la successione nella commenda omonima, vacata per morte del cavaliere Guglielmo Sangalletti. Si attesta una prima residenza nel priorato nel 1405 e nel gonfalonierato nel 1434.

COCCHI DELLE STELLE VIPERA

COCCHI BUE

COCCHINI FERZA

COCCONI VIPERA

CODILUNGHI LION NERO

CODONI FERZA

COLLAQUILI SCALA

COLLIGIANI RUOTE

COLLINI VIPERA

COLLUZZI NICCHIO

COLOMBANI OGGI SCOLARI NICCHIO

DELLE COLOMBE NICCHIO

DELLE COLOMBE FERRONI NICCHIO

COLOMBINI CHIAVI

COLONNESI VAIO

COLTELLINI SCALA

COLUCCI DRAGO S. SPIRITO

COLZI LION D’ORO

COMANDOLI BUE

COMANNINI NICCHIO – SCALA

COMI FERZA – LION ROSSO

COMMESSARI LION D’ORO

COMPAGNI – (11 ottobre 1751). Senatore cavaliere Braccio. Cavalieri stefaniani per giustizia e nell’Ordine di Malta. Ammessi alla classe dal 1509, primo anno di residenza nel priorato546 [IX, 8].

546 In realtà, avevano esercitato il gonfalonierato fin dal 1471.

COMPAGNI – (19 luglio 1751). Giovanni di Tommaso. Casato iscritto nonostante attesti quale unica prova l’ammissione all’Ordine stefaniano per giustizia del figlio di una sorella del comparente [IX, 9].

COMPARINI CARRO – DRAGO S. SPIRITO – LION ROSSO

COMPARINI DELLA SCALA LION ROSSO

COMUCCI DI S.PIERO A SIEVE CHIAVI

COMUNELLI CHIAVI

CONCINI CHIAVI

CONSOLINI MAGNANINI SCALA

CONSORTI LION BIANCO

CONTALBERTI CARRO

CONTI DRAGO S. SPIRITO – LION D’ORO – SCALA

CONTI DAL BUCINE FERZA

CONTI DA S. MINIATO LION D’ORO

CONTI DA SPALIENA UNICORNO

CONTI DEL LION NERO DRAGO S. SPIRITO

CONTI DEL NICCHIO LION BIANCO

CONTRI LION D’ORO

CONVENEVOLI LION BIANCO

COPPI UNICORNO

COPPINI FERZA

COPPINI DELLE RUOTE UNICORNO

COPPINI DELLA SCALA SCALA

COPPOLI – (5 gennaio 1752). Marchese cavaliere Francesco. L’ascrizione alla classe patrizia è in virtù delle presenze nell’Ordine stefaniano (si inizia la descrizione dal primo cavaliere della famiglia, vestito nel 1607) e del possesso del feudo di Monte Fellonico547 [II, 9].

547 Titolarità della cittadinanza fiorentina per rescritto del 29 aprile 1641. Numerose presenze nell’Ordine di S. Stefano come cavalieri per giustizia e anche come gran contestabile. Diploma granducale del 1618 di infeudazione del marchesato di Monte Fellonico, nello Stato di Siena, poi rinnovato in epoche successive fino al 1738. Fede pubblica attestante l’appartenenza al patriziato di Perugia.

COPPULA LION D’ORO

CORATI DRAGO S. SPIRITO

CORBINELLI NICCHIO

CORBIZZI CHIAVI

CORBOLANI LION NERO

CORBOLI – (28 luglio 1760). Lorenzo e fratelli. Ritenuti idonei grazie all’ammissione per giustizia nell’Ordine di S. Stefano548 [XIII, 6].

548 Si allegava anche un diploma di Cosimo II del 1615, dove si dichiarava la nobiltà di due ascendenti del comparente nel conferire loro una commenda stefaniana, ma la valutazione di questo documento suscitò notevoli perplessità da parte della deputazione.

CORDELLI FERZA

CORDELLI DEL VAIO LION BIANCO

CORDINI LION D’ORO

CORESI LION D’ORO

CORETTI LION NERO

CORNACCHINI DRAGO S. SPIRITO

DEL CORNO NICCHIO

DEL CORONA FERZA

CORSALI VAIO

CORSELLI LION NERO

CORSELLINI SCALA

CORSI BUE – LION NERO – CHIAVI

CORSI DA S.GODENZO VAIO

CORSI DEL LION BIANCO LION BIANCO

CORSI DELLE RUOTE RUOTE

CORSI – (1° marzo 1751). Marchese Giovanni e Cosimo. Diploma conferito da Filippo IV di Spagna nel 1623 con cui investiva il casato del titolo di marchese e del feudo di Caiazzo. Presenze per giustizia nell’Ordine di Malta. Residenze nelle maggiori magistrature pubbliche attestate dal 1422, ma si inizia la descrizione da Jacopo di Simone, uno dei dodici Buonuomini nel 1508 [V, 22].

CORSINI – (24 maggio 1751). Principe don Bartolomeo. Residenze nelle maggiori magistrature pubbliche. Titolo di marchese conferito nel 1644 dal granduca Ferdinando II con la titolarità del feudo composto dai due castelli di Laiatico e di Orciatico549 [II, 10].

549 Diploma del 1739 di Filippo V di Spagna di conferimento del titolo di «grande di Spagna di prima classe». Diploma di patrizio veneziano conferito dal Maggior Consiglio del 23 luglio 1730. Prima residenza nel gonfalonierato nel 1368 Diploma del 1739 di Filippo V di Spagna di conferimento del titolo di «grande di Spagna di prima classe». Diploma di patrizio veneziano conferito dal Maggior Consiglio del 23 luglio 1730. Prima residenza nel gonfalonierato nel 1368 e nel 1390 come legum doctor. Significativo quanto espresso nel decreto del Peruzzi: «Credo molto onorifica a questa patria l’ammissione alla classe di patriziato di tale cospicua famiglia», principiando la descrizione da Filippo, risultato squittinato per risiedere in un ufficio pubblico per la Maggiore nel 1524.

CORSINI DA BARBERINO DRAGO S. GIOVANNI

CORSINI OGGI DEL DRAGO S. GIOVANNI DRAGO S. GIOVANNI

DI CORSO OGGI CORSI CHIAVI

CORTESI LION ROSSO – VIPERA

CORTI LION D’ORO – UNICORNO

CORTIGIANI VAIO

COSCI FERZA – RUOTE

COSIMI NICCHIO

DALLA COSTA SCALA

COVERELLI FERZA

COVERI LION NERO

COSI DEL VOLLIA – (20 marzo 1790). Cavaliere Giovanni Vincenzio. La deputazione aveva inizialmente negato l’ammissione in mancanza della prova delle residenze continuate per il tempo prescritto dei duecento anni [LXV, 6].

COVONI – (23 agosto 1751). Capitano Orazio. Si descriva alla classe ad iniziare dalla residenza nel priorato del 1500550 [V, 23].

COVONI – (19 aprile 1751). Cavaliere priore Francesco. Ammesso in virtù dell’apprensione d’abito stefaniano per giustizia [V, 24].

COVONI BETTONI MILANESI – (1° aprile 1751). Giovanni Battista e fratelli. Ammessi in virtù dell’apprensione d’abito stefaniano per giustizia551 [V, 25].

551 Bettoni e Milanesi sono due famiglie ormai estinte delle quali questo ramo della famiglia Covoni aveva assunto l’obbligo di portare arme, nome e di succedere nei loro fidecommissi. La deputazione fece chiedere maggiori informazioni relativamente all’assegnazione di questi due benefici.

CORTIGIANI VAIO

CREMONCINI FERZA

CRESCI LION ROSSO – VAIO

CRESTINI DRAGO S. GIOVANNI

CRISTIANI DRAGO S. SPIRITO

CRISTIN LION D’ORO

CRISTOFANI LION D’ORO

CRIVELLINI VIPERA

CROCINI LION D’ORO – DRAGO S. SPIRITO

CUPERS LION D’ORO

CURRADI DRAGO S. SPIRITO