Premessa
La storia della successione della Casa Medici costituisce uno dei capitoli più affascinanti e complessi della storia europea del XVIII secolo.
Per oltre tre secoli la storiografia ha generalmente ritenuto che la dinastia granducale medicea si fosse definitivamente estinta nel 1737 con la morte del Granduca Gian Gastone de’ Medici.
Esiste tuttavia un dato storico che merita oggi una nuova riflessione.
Accanto alla linea granducale fiorentina continuò infatti a esistere il ramo agnatizio della Casa Medici di Toscana di Ottajano, tuttora esistente, la cui presenza è ampiamente documentata nelle fonti genealogiche, diplomatiche, nobiliari e giuridiche del XVIII secolo e che fu direttamente coinvolta nella questione della successione al Granducato di Toscana.
Per quale motivo una famiglia aristocratica ben nota negli ambienti nobiliari europei, protagonista di una parte significativa della crisi successoria medicea, è progressivamente scomparsa dalla narrazione storiografica relativa alla successione granducale?
È da questa domanda che nasce il presente Programma di Ricerca.
L’obiettivo non è sostituire una narrazione con un’altra, ma riportare al centro del dibattito storico l’intero patrimonio documentario oggi conservato presso l’Archivio di Stato di Firenze, l’Archivio Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri francese, l’Archivio Storico Privato Medici di Ottajano e gli altri archivi pubblici e privati italiani ed europei, pubblicandolo progressivamente e sottoponendolo a una nuova analisi storica, giuridica, genealogica, diplomatica ed economico-finanziaria.
La crisi della successione medicea
Il Programma intende ricostruire cronologicamente il processo che, tra il 1711 e il 1737, condusse dalla crisi della successione medicea alla stipulazione dei Patti di Famiglia, approfondendo il rapporto tra diritto dinastico, diplomazia internazionale, decisioni politiche, interessi economici e sistemi di garanzia del debito e del credito pubblico della Toscana.
Particolare attenzione sarà dedicata alla verifica documentaria delle ragioni che portarono alla progressiva affermazione della cosiddetta estinzione della dinastia granducale e al confronto tra tale ricostruzione, la disciplina dinastica vigente, gli atti pontifici e imperiali d’investitura, la documentazione coeva e le posizioni espresse dalle principali corti europee.
Il Programma non assume preventivamente come definitiva alcuna ricostruzione, ma intende verificare in quale misura le decisioni politiche e diplomatiche assunte dalle potenze europee corrispondessero alle norme dinastiche e successorie applicabili alla Casa Medici.
La Casa Medici di Toscana di Ottajano e le linee agnatizie medicee
Il Programma dedicherà uno specifico filone di ricerca alla storia delle linee agnatizie discendenti da Giovenco de’ Medici e, in particolare, alla Casa Medici di Toscana di Ottajano, alla sua genealogia, al suo ruolo nella crisi successoria del XVIII secolo e alla continuità della sua linea agnatizia.
Saranno ricostruite e distinte le tre linee della Casa Medici di Toscana di Ottajano, esaminandone la rispettiva posizione nobiliare e dinastica sulla base delle fonti genealogiche, notarili, ecclesiastiche, nobiliari, giuridiche e familiari.
Una specifica attenzione sarà dedicata alla linea discendente da Luigi di Marino de’ Medici, oggi rappresentata da Giuliano de’ Medici, approfondendo le cause e gli effetti della sua esclusione dalla nobiltà napoletana, della sua mancata iscrizione negli elenchi nobiliari del Regno d’Italia e della conseguente esclusione dalla dignità granducale e dagli altri diritti dinastici della Casa.
La ricerca verificherà la disciplina matrimoniale, nobiliare e dinastica applicabile, distinguendo la continuità genealogica e agnatizia dalla diversa questione della capacità successoria, della legittimazione nobiliare e della titolarità dei diritti granducali.
Un’autonoma attenzione sarà dedicata alla linea agnatizia dei Medici Tornaquinci, anch’essa discendente da Giovenco de’ Medici al pari della linea di Ottajano, ma storicamente non considerata quale ramo agnatizio più prossimo alla linea granducale.
Saranno esaminati integralmente gli atti del procedimento conclusosi nel 1938 con il rigetto, da parte della Consulta Araldica del Regno d’Italia, della pretesa dei Medici Tornaquinci di essere riconosciuti quali più prossimi agnati della Casa granducale medicea.
L’esame comparato delle tre linee della Casa Medici di Toscana di Ottajano e della linea dei Medici Tornaquinci consentirà di distinguere:
– la comune discendenza agnatizia da Giovenco de’ Medici;
– la prossimità genealogica alla linea granducale;
– il riconoscimento nobiliare delle singole linee;
– la capacità successoria secondo le norme dinastiche;
– la titolarità dei diritti granducali e delle prerogative collegate alla Corona di Toscana.
La posizione di ciascun ramo sarà pertanto ricostruita sulla base delle fonti originali, delle norme successorie, degli atti nobiliari e delle decisioni ufficiali, evitando che la sola comunanza del cognome o successive elaborazioni familiari e storiografiche possano sostituirsi alla verifica documentaria.
I Patti di Famiglia e le loro attuali conseguenze
Un ulteriore ambito di ricerca sarà dedicato alla natura storica e giuridica dei Patti di Famiglia Medici-Borbone del 1731, Medici-Lorena del 1737 e alle loro attuali conseguenze.
Saranno esaminati, in particolare, gli obblighi di conservazione, indivisibilità, inalienabilità, destinazione pubblica e permanenza in Firenze e in Toscana dei beni, delle collezioni, degli archivi, delle biblioteche, delle gioie e del patrimonio allodiale mediceo.
La ricerca approfondirà la funzione di tale patrimonio quale garanzia del debito pubblico e del credito pubblico della Toscana, nonché quale fondamento patrimoniale della continuità, della stabilità e dell’affidabilità finanziaria dello Stato granducale.
Saranno ricostruiti i rapporti tra il patrimonio allodiale della Casa Medici, il sistema dei Monti, le rendite pubbliche, le garanzie concesse ai creditori, le obbligazioni dello Stato e la destinazione dei beni vincolati dai Patti di Famiglia.
Il Programma esaminerà inoltre la perdurante efficacia delle obbligazioni pattizie, l’individuazione dei soggetti eventualmente ancora tenuti alla loro osservanza e i possibili rimedi restitutori, risarcitori, indennitari o ricostitutivi conseguenti alla violazione, dispersione, alienazione o sottrazione dei beni sottoposti al vincolo.
Il Gran Magistero dell’Ordine di Santo Stefano Papa e Martire
Il Programma approfondirà la natura dinastica e «di Corona» del Gran Magistero dell’Ordine di Santo Stefano Papa e Martire, verificando, sulla base degli atti pontifici, granducali, statutari, dinastici e internazionali, il suo collegamento istituzionale e inscindibile con la figura di colui che rappresenta la dignità del Granduca di Toscana.
La ricerca esaminerà il Gran Magistero quale ufficio dinastico proprio della Corona di Toscana, trasmesso unitamente alla dignità granducale, verificandone l’eventuale incompatibilità con le ricostruzioni che lo hanno considerato separabile dalla Corona o autonomamente trasmissibile.
Saranno sottoposte a esame critico le interpretazioni formulate da alcuni autori che hanno sostenuto la separabilità del Gran Magistero dalla titolarità granducale, nonché le ricostruzioni conseguentemente ed erroneamente recepite in sede amministrativa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
L’obiettivo sarà ricostruire la natura originaria dell’istituzione stefaniana e il suo regime successorio attraverso l’esame diretto delle fonti, distinguendo gli atti costitutivi dell’Ordine dalle successive interpretazioni dottrinali e amministrative.
La Casa d’Asburgo-Lorena di Toscana e la debellatio dinastica
Sarà parimenti studiata la condizione storico-giuridica e dinastica della Casa d’Asburgo-Lorena di Toscana, con particolare riguardo agli atti di rinuncia, abdicazione e cessazione dell’esercizio delle prerogative granducali, alle disposizioni familiari e dinastiche, ai mutamenti di cittadinanza e appartenenza familiare e alle dichiarazioni rese dai suoi esponenti.
La ricerca sarà diretta ad accertare la debellatio della posizione dinastica toscana della Casa d’Asburgo-Lorena e a determinarne le attuali conseguenze rispetto:
– ai diritti della Corona di Toscana;
– alla titolarità della dignità granducale;
– al Gran Magistero degli Ordini dinastici;
– ai beni e ai rapporti patrimoniali collegati alla funzione sovrana;
– agli eventuali obblighi restitutori, risarcitori, indennitari o compensativi.
Saranno esaminati gli effetti prodotti dagli atti di rinuncia e abdicazione e dagli avvenimenti politici e giuridici successivi alla cessazione del Granducato, distinguendo la continuità genealogica della famiglia dalla diversa questione della permanenza dei diritti dinastici toscani.
Il Diamante Fiorentino e le gioie della Corona di Toscana
Nel medesimo contesto sarà ricostruita la vicenda del cosiddetto Diamante Fiorentino e delle altre gioie storicamente appartenenti alla Corona o al patrimonio granducale toscano e successivamente trasferite fuori da Firenze.
La ricerca sarà diretta ad accertarne:
– la provenienza;
– la natura giuridica;
– l’appartenenza al patrimonio personale, dinastico, allodiale o della Corona;
– le circostanze del trasferimento fuori dalla Toscana;
– le eventuali alienazioni, dispersioni, trasformazioni o sottrazioni;
– l’identità degli eventuali aventi causa o attuali detentori;
– il fondamento della loro restituzione a Firenze e alla Toscana.
Saranno altresì esaminate le obbligazioni restitutorie, risarcitorie, indennitarie o compensative eventualmente gravanti sulla famiglia Asburgo-Lorena, sui suoi aventi causa o sugli attuali detentori dei beni, anche in relazione alla cessazione dei diritti dinastici toscani della medesima Casa.
Organizzazione scientifica del Programma
La ricerca sarà organizzata attraverso il coordinamento del Direttore scientifico e del Comitato Scientifico Internazionale, composto da studiosi italiani e stranieri scelti tra storici, giuristi, diplomatisti, archivisti, paleografi, genealogisti, storici dell’arte, storici dell’economia ed esperti di relazioni internazionali.
Il Comitato Scientifico Internazionale definirà gli indirizzi metodologici, valuterà i progetti di ricerca, verificherà la qualità delle trascrizioni e delle edizioni critiche, promuoverà la revisione scientifica degli studi e garantirà la pluralità degli orientamenti interpretativi.
La validazione scientifica dei risultati precederà la loro utilizzazione nelle attività formative, divulgative, editoriali e mediatiche del Programma.
Il Comitato Accademico per la Formazione e la Divulgazione
Affinché i risultati delle ricerche non rimangano circoscritti agli ambienti specialistici, il Programma comprenderà un Comitato Accademico per la Formazione e la Divulgazione, incaricato di trasformare le conoscenze validate dal Comitato Scientifico Internazionale in percorsi didattici, iniziative culturali e contenuti accessibili a differenti categorie di pubblico.
Il Comitato Accademico promuoverà e organizzerà:
– corsi specialistici dedicati alla successione medicea, ai Patti di Famiglia, alla storia delle linee agnatizie medicee, al diritto dinastico e alle istituzioni della Toscana granducale;
– lezioni, seminari, laboratori, conferenze, scuole estive e cicli di alta formazione;
– corsi in presenza, a distanza e in modalità mista;
– programmi destinati a studiosi, studenti universitari, insegnanti, operatori culturali, archivisti, giornalisti e pubblico non specialistico;
– tirocini, percorsi di aggiornamento, attività di orientamento alla ricerca e collaborazioni con università, scuole, archivi, musei, biblioteche, fondazioni e accademie;
– dispense, manuali, repertori, materiali didattici, strumenti digitali e contenuti multimediali;
– mostre documentarie, presentazioni pubbliche, dibattiti, rassegne e manifestazioni culturali.
Una specifica funzione del Comitato Accademico sarà dedicata alla divulgazione attraverso i mezzi di comunicazione.
I risultati delle ricerche potranno essere diffusi mediante:
– stampa quotidiana e periodica;
– radio e televisione;
– cinema e documentari;
– podcast e produzioni audiovisive;
– siti internet e piattaforme digitali;
– social media;
– interviste, conferenze stampa e programmi di approfondimento;
– pubblicazioni divulgative nelle principali lingue internazionali.
Il Comitato Accademico curerà i rapporti con giornalisti, redazioni, editori, emittenti e case di produzione, assicurando che ogni contenuto divulgativo rispetti le fonti, il metodo scientifico e la distinzione tra documentazione, interpretazione degli studiosi e posizione istituzionale della Casa Granducale Medicea di Toscana.
I contenuti destinati alla formazione e alla comunicazione pubblica dovranno fondarsi sui risultati delle ricerche e sulle fonti validate dal Comitato Scientifico Internazionale.
Le tesi ancora oggetto di studio o di confronto non potranno essere presentate come definitivamente accertate.
Le attività formative potranno prevedere il rilascio di attestati di partecipazione o di frequenza. L’eventuale attribuzione di crediti formativi, qualifiche o certificazioni aventi valore legale o accademico sarà subordinata alla collaborazione con università, istituzioni scolastiche o altri enti legalmente abilitati.
La Collana internazionale di Studi e Fonti
La ricerca sarà organizzata in una collana internazionale denominata:
«Successione Medicea e Patti di Famiglia – Collana internazionale di Studi e Fonti».
Nella Collana saranno progressivamente pubblicati:
– le trascrizioni integrali dei principali documenti conservati negli archivi italiani ed europei;
– le edizioni critiche delle fonti diplomatiche, dinastiche, genealogiche, nobiliari, economiche e giuridiche;
– gli studi dedicati alla crisi della successione medicea;
– le ricerche sulla Casa Medici di Toscana di Ottajano e sulle sue tre linee agnatizie;
– gli studi sulla linea discendente da Luigi di Marino de’ Medici e sulla sua posizione nobiliare e dinastica;
– le ricerche sulla linea agnatizia dei Medici Tornaquinci e sugli atti della Consulta Araldica del Regno d’Italia del 1938;
– gli studi sulla natura giuridica e sulle attuali conseguenze dei Patti di Famiglia;
– le ricerche sul patrimonio allodiale mediceo, sul debito pubblico, sul credito pubblico e sul sistema dei Monti della Toscana;
– gli studi sulla natura dinastica e «di Corona» del Gran Magistero dell’Ordine di Santo Stefano Papa e Martire;
– le ricerche sulla debellatio dinastica della Casa d’Asburgo-Lorena di Toscana e sulle sue attuali conseguenze;
– gli studi sul Diamante Fiorentino e sulle altre gioie della Corona di Toscana;
– i repertori archivistici, genealogici, nobiliari, diplomatici, patrimoniali e bibliografici;
– i materiali didattici e divulgativi elaborati dal Comitato Accademico sulla base delle ricerche validate.
L’Archivio digitale del Programma
Il Programma promuoverà la costituzione di un Archivio digitale internazionale destinato a raccogliere e rendere progressivamente accessibili:
– riproduzioni dei documenti;
– trascrizioni diplomatiche e interpretative;
– traduzioni;
– schede archivistiche;
– tavole genealogiche;
– cronologie;
– atti nobiliari e dinastici;
– inventari patrimoniali;
– documenti relativi al debito e al credito pubblico;
– mappe delle relazioni familiari e diplomatiche;
– materiali didattici;
– contributi scientifici e produzioni audiovisive.
La pubblicazione dei documenti avverrà nel rispetto della normativa vigente, dei regolamenti degli archivi e dei diritti spettanti ai proprietari, ai soggetti conservatori e agli autori.
Principi fondamentali
Il Programma si fonda sui seguenti principi.
Centralità delle fonti. Ogni ricostruzione storica dovrà fondarsi sull’esame diretto della documentazione originale.
Trasparenza documentaria. Le principali fonti saranno pubblicate integralmente, ove consentito, affinché possano essere liberamente studiate e verificate.
Rigore storico e giuridico. Ogni interpretazione sarà costantemente distinta dal contenuto delle fonti, nel rispetto del metodo scientifico.
Verificabilità. Le pubblicazioni e le attività formative dovranno indicare chiaramente le fonti, la loro collocazione archivistica e i criteri utilizzati per la trascrizione, la traduzione e l’interpretazione.
Approccio interdisciplinare. Storia, diritto, diplomatica, genealogia, paleografia, archivistica, storia dell’arte, storia economica e relazioni internazionali concorreranno alla ricostruzione di una vicenda che può essere compresa soltanto attraverso il dialogo tra discipline diverse.
Pluralità scientifica. Il Programma favorirà il confronto tra interpretazioni differenti, purché fondate su documenti identificabili e su metodi scientificamente verificabili.
Collaborazione internazionale. Il Programma promuoverà la collaborazione con archivi, università, istituti di ricerca, fondazioni, musei, biblioteche e studiosi di ogni Paese interessati allo studio della successione medicea e della Toscana granducale.
Formazione. I risultati della ricerca saranno trasformati in strumenti didattici e percorsi di studio destinati sia agli specialisti sia alle nuove generazioni.
Divulgazione responsabile. La comunicazione pubblica dovrà rendere accessibili i risultati delle ricerche senza semplificazioni che ne alterino il contenuto e senza presentare come definitivamente accertate tesi ancora oggetto di verifica.
Distinzione tra ricerca e rappresentanza dinastica. Le valutazioni scientifiche degli studiosi resteranno autonome rispetto alle posizioni istituzionali della Casa Granducale Medicea di Toscana.
Conclusione
Il presente Programma non nasce per chiedere di accettare preventivamente una conclusione, ma per offrire alla comunità scientifica e al pubblico gli strumenti necessari per riesaminare una delle più importanti vicende della storia italiana ed europea attraverso la pubblicazione, lo studio, la formazione e la divulgazione delle fonti che la documentano.
La ricerca scientifica acquista pieno valore quando i suoi risultati vengono non soltanto conservati e pubblicati, ma anche insegnati, discussi, comunicati e trasmessi alle generazioni future.
Perché la storia non appartiene alle interpretazioni, ma ai documenti che le hanno generate. E solo tornando ai documenti, studiandoli con rigore e rendendoli accessibili, è possibile comprendere pienamente il passato e trasmetterlo responsabilmente al futuro.



